GRUPPO ESCURSIONISMO

 

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Abbigliamento e attrezzatura

 

ABBIGLIAMENTO  E  ATTREZZATURE IDONEE

 

Per molti di voi queste informazioni sembreranno superflue, ma per altri, può non essere così.

Pertanto riteniamo necessario, considerandolo anche uno dei nostri compiti, illustrare alcune informazioni fondamentali utili.

Queste nozioni sono alla base di un positivo, duraturo e corretto approccio alle svariate attività che la natura e l’ambiente ci offre.

Il tempo e l’esperienza poi faranno sì che ognuno elabori il suo proprio personale modo di “andar per natura”. Cominciamo quindi con il piede giusto: buona camminata.

 

   

 Le informazioni riguardano un aspetto fondamentale nell’outdoor: l’abbigliamento e attrezzatura idonea. Quindi per i neofiti parliamo di scarponi, zaino e giacca.

Per iniziare non è necessario averli subito tutti e tre!! Quello che ritengo consigliabile è, per ora, avere almeno le scarpe adatte.

 

 

 

* GLI SCARPONI

        Per la scelta della scarpa adatta è necessario compiere preventivamente una serie di considerazioni.

          Nei paragrafi seguenti, oltre a esporre l’argomento, ho riassunto le valutazioni necessarie per una buona scelta. Lo scarpone non deve essere considerato come un optional, ma bensi come l’elemento più importante per fare escursionismo. Una scarpa comoda in negozio o su terreno pianeggiante, potrebbe essere “fatale” in termini di comfort su terreni in pendenza.

 

        COME PROVARE LE SCARPE IN NEGOZIO

          Quindi non fermiamoci alla prima scelta, proviamo e riproviamo: allacciamo bene i lacci considerando che in salita si usa portarli un po’ lenti, mentre per la discesa vanno stretti alla caviglia.

          Per simulare la salita effettuiamo con tutto il corpo, rimanendo comunque eretti, un piegamento in avanti e con la pianta del piede, se possibile, posata su di un piccolo gradino di 4/5 cm.

          Anche se il nostro stinco tocca la scarpa, valutiamo la morbidezza della stessa che deve sempre comunque fornire (sentire premere) supporto al nostro arto.

          Per la simulazione dei tratti in discesa possiamo cercare di rimanere in equilibrio accovacciati mantenendo però il peso solo sulle punte. La braccia aiutano solamente per l'equilibrio. In questo caso i diti del piede non devono toccare l’interno della punta della scarpa.

 

        USO PREVISTO

          Più aspro è il terreno e più supporto è necessario per il piede. Non solo questo riduce il rischio di danneggiare la caviglia o il piede, ma aiuta anche a ridurre la fatica e il dispendio di energia.

          Per questo motivo suddivideremo i campi di impiego in 3 grandi settori.

          Montagna: per camminare in montagna in inverno si ha bisogno di uno scarpone irrigidito per camminare sulla neve dura e per quando si indossano i ramponi. Per arrampicare su neve e ghiaccio è necessario avere uno scarpone forte completamente irrigidito con buon supporto per le caviglie. Per arrampicarsi su roccia ed in generale c’è bisogno di scarponi rigidi e con un buon supporto.

          Trekking: per trekking e camminate in collina a lunga distanza le calzature servono più flessibili e più comode. Esse poi richiedono un periodo minore di rodaggio ed offrono al contempo un buon supporto.

          Passeggiate: se si cammina semplicemente su sentieri a bassa quota le calzature devono esse

          re comode e leggere e non richiedono di molto rodaggio o che addirittura non ne hanno bisogno.

 

        STAGIONE

          Ovviamente anche la stagione rappresenta un fattore importante.

          Uno scarpone per 4’ stagioni può essere usato tutto l’anno anche su neve e ghiaccio.

          Uno scarpone per 3 stagioni non è adatto per neve e ghiaccio.

 

        GLI SCARPONI PER DONNA

          Sono presenti sul mercato specifici scarponi che offrono una forma speciale per alloggiare comodamente il piede femminile. Vi sono molti modelli da donna tra cui scegliere e di tutte e tre le categorie e cioè montagna, trekking e passeggiate. Tutti questi scarponi hanno una speciale struttura concepita per offrire la migliore calzata possible e comfort. Gli scarponi hanno inoltre i talloni più stretti, soprattutto intorno all’area del tendine di Achille che aiuta a prevenire la formazione di vesciche oltre a migliorare al contempo la prestazione mantenendo ben in posizione il tallone mentre si sta camminando e si arrampica.

 

        FILOSOFIA DI COSTRUZIONE

          Le intersuole consentono di flettere il piede nel punto giusto per l’attività desiderata. Sono inoltre graduate per l’intera gamma di misure in modo da mantenere costante la flessione. Le forme usate sono state appositamente sviluppate per assicurare una perfetta calzata per l'uso previsto dello scarpone. Per assicurare che il rapporto tra peso e supporto sia sempre giusto, si usa pelle di vari spessori. Gli scarponi in tessuto sul mercato sono disponibili con una membrana di rivestimento interna (tipo Aquafoil o Gore-Tex traspirante e impermeabile). La maggior parte degli scarponi sono dotati di anelli e ganci antiruggine e di lacci extra robusti.

 

        PER UN CORRETTO UTILIZZO DEL SISTEMA PIEDE - CALZETTONE - SCARPA

          In passato, si diceva che per adeguare la scarpa nuova al piede era necessario urinare dentro le scarpe.

          Ammesso che fosse vero, oggi questa azione non sarebbe necessaria, ma qualche piccolo accorgimento potrà comunque tornarci utile ed evitare così la formazione delle "vesciche".

          Prima regola: indossare calzettoni giusti, che non formino pieghe. Vi sono specifici modelli con imbottitura sul tallone e più sottili sul collo del piede.

          Se avete il piede sensibile, indossate sotto il calzettone una calza di nylon o seta, e posizionate bene la linguetta al centro della scarpa.

          Molti modelli hanno posizionato un'asola "ad incastro" nel sistema di allaccio della scarpa, dove il laccio viene stretto tra due lamelle di metallo.

          Il tiraggio del laccio ottenibile dalla contemporanea presenza di questi due sistemi di allaccio (fori ed asole ad incastro) può permettere il variare della tensione dello stesso a seconda del terreno che ci accingiamo a percorrere.              

          Infatti in caso di salita è consigliabile allentare la parte superiore lasciando la caviglia libera di piegarsi in avanti e compensare il grado di pendenza.

          In discesa è utile stringere la parte superiore per evitare lo scivolamento in avanti del piede e conseguente instabilità.

          Ricordo che questo movimento errato è anche la causa di contatto continuativo tra dita e interno scarpa in punta (insorgenza di dolori e vesciche).

 

 

        * SCELTA DELLO ZAINO

Normalmente, per chi si prefigge di diventare “un’escursionista”, sull’onda dell’entusiasmo, è normale affermare che << ...sono molti gli usi previsti del suo futuro zaino….>>, e’ però necessario considerare l’utilizzo principale che se ne vuole fare e quindi scegliere lo zaino adatto per tale impiego.

          Non si devono fare mai compromessi per quanto riguarda le esigenze primarie e, se necessario, meglio avere due zaini che soddisfano diverse esigenze invece di arrivare ad un compromesso inadeguato.

          Se si è alla ricerca di uno zaino per uso generale per le attività di ogni giorno come ad esempio camminare in collina, andare in bicicletta o per gli studenti, si avrà più che altro bisogno di uno zaino da giornata.

          Questi sono zaini leggeri con un sistema di dorso molto semplice (normalmente senza telaio interno) con caratteristiche adatte per specifiche entità.

          Come regola generale, uno zaino con capacità dai 30 ai 40 litri è adatto per escursioni di un giorno, uno zaino da 40-60 lt è più appropriato per escursioni di alcuni giorni.

          Vi sono zaini più tecnici resistenti di capacità media 35 e 45 lt ideali per attività di un solo giorno.

          Tra le caratteristiche di alcuni modelli, vi sono tasche interne idonee per una borraccia o un thermos da un litro, cerniere e tasche a scomparsa e laccioli di regolazione.

 

          COSA METTERCI (INVERNO)

          Coltello multiuso: semplice, con meccanismo di blocco; occorre durante l’escursione averlo sempre a portata di mano.

          Termos: in acciaio

          Mantella o poncho impermeabile

          Occhiali, utili più per il vento freddo che per il sole.

          Foglio di plastica cm 50x50, utile per sedersi in posti umidi o bagnati (idoneo il millebolle o telo di nailon “a palline” usato per proteggere i mobili durante i traslochi)

          Guanti, cappello e pile

          Ricambi di vestiario eventualmente da lasciare sull’auto o pullmann: maglia di ricambio e calzettoni.

          Tutto il materiale deve avere un giusto posizionamento all'interno dello zaino. In linea di massima sul fondo quello più pesante o che potrebbe servire , nelle tasche gli oggetti più piccoli o che servono temporaneamente.

          Nelle parti esterne dello zaino, velocemente accessibile, trova posizione quello che potrebbe servire rapidamente come mantella antipioggia, pile, cappello, coltello, acqua.

 

          COME SI INDOSSA UNO ZAINO

          E’ estremamente importante assicurarsi che uno zaino sia indossato bene prima di acquistarlo. Tutti gli zaini sembrano comodi quando non vi è alcun oggetto all’interno e quindi bisogna chiedere al commesso di riempirlo. 1) Allentare tutte le cinghie, indossare lo zaino e stringere la cintura ventrale abbassandovi leggermente in avanti in modo da posizionare il peso a centro schiena. E’ importante notare che uomini e donne indossano la cinghia ventrale in posizioni diverse. 2) Stringere poi gli spallacci quanto basta per equilibrare il carico e tenere il peso sui fianchi. Regolare poi cinghietti compressori superiori per portare il carico il più vicino possibile al collo. Questo conferirà maggiore stabilità allo zaino.

 

 

 

 

        * ABBIGLIAMENTO E STRATI PROTETTIVI

   Se si svolgono attività outdoor, soprattutto in montagna, è importante comprendere che indossare gli indumenti giusti può rendere la propria escursione più piacevole e, in casi estremi, aiutare a salvare la vita. Siccome non si può mai essere sicuri del tempo che si incontrerà, avere i giusti strati di abbigliamento addosso aiuterà a regolare la temperatura corporea e a proteggere dagli agenti atmosferici. Naturalmente non sono solo i cambiamenti del tempo che richiedono un cambiamento di abbigliamento anche vento, altitudine, sforzo e stanchezza avranno un effetto sulla scelta indumenti che si devono indossare per rimanere confortevoli.

 

          VESTIRSI “ A CIPOLLA”     

 

      Tutti sanno che, quando esposto al freddo, il corpo perde calore nell’atmosfera. Se si consentisse a tale processo di continuare senza intervenire, si avrebbe un caso di ipotermia con l’abbassarsi della temperatura del corpo ad un livello pericolosamente basso. Per evitare tale situazione, aggiungiamo ulteriori strati calore al nostro sistema di abbigliamento e soprattutto ci assicuriamo di essere protetti dall’effetto di riduzione del calore corporeo causato dal vento. Questo sistema di aggiungere strati consente di ottenere buoni risultati soprattutto se rimaniamo stazionari in climi asciutti!

 

Riassumendo abbiamo 3 tipologie di indumenti:

 

1) Strato protezione (giacca esterna): e' la protezione esterna di un sistema a tre strati che fornisce protezione contro gli agenti atmosferici. Deve essere impermeabile e antivento nonché altamente traspirante per far uscire il vapore (sudore). Tra il nostro corpo e questo capo d’abbigliamento si forma uno strato d’aria che costituisce il “microclima interno” e che deve necessariamente risultare confortevole rispetto al “macroclima esterno”. Per le nostre prime escursioni potrà andare bene una giacca impermeabile: se imbottita deve essere leggero il maglione sotto, se non imbottita, tipo Kway, mettere un maglione pesante. Comunque prevedere un maglione di ricambio da lasciare eventualmente in auto.

 2) Strato calore (pile, fleece) : questo strato consente di regolare la temperatura corporea mettendo o togliendo indumenti a seconda delle necessita. Leggero ma in grado di mantenere il calore corporeo anche bagnato (pile) Personalmente preferisco i capi che si aprono completamente sul davanti (a giacchetto), perché permettono una maggiore regolazione del calore.

3) Strato comfort (intimo in microfibra): prodotto con tessuti che assorbono e allontanano il sudore dalla pelle mantenendola   asciutta. Asciugano in tempi molto rapidi. Per iniziare va bene una maglietta intima aderente, tipo seta o similari. Prevedere un cambio asciutto nello zaino ed eventualmente in auto/pullman.

 

          PANTALONI

          Anche in questo caso, essendo noi all’inizio, non è necessario acquistare subito un capo specifico all’esigenza.

          Per le prime volte potrà andar bene un pantalone comodo, permetta il libero movimento dell’arto (al ginocchio), per esempio il classico l’elasticizzato per lo sci.

          In inverno comunque è generalmente consigliato indossare anche un sottopantalone in seta o microfibra (il principio del vestirsi “a cipolla”), anche una vecchia tuta andrà benissimo.

 

 

 

          DOVE ACQUISTARE

          Nel caso ci sia qualcuno di voi che desideri acquistare ora materiali o abbigliamento, mi permetto di suggerire il Centro Outdoor Italia   (nostro sponsor) dove è possibile reperire materiali e attrezzature professionali.  Oltre che essere “addetti alla vendita”, sono essi stessi degli appassionati delle attività outdoor e vi consiglieranno secondo le vostre esigenze.