Festa 18 anni Tyrrhenum -Dicembre 2009

Premio di Pittura “Venere” 2009

Pasto delle Mense 2009

Commedia "La società perfetta" 2009

Premio di Poesia per i ragazzi “Flora” 2009

Natale di Roma 2009

Giornata Mondiale della Poesia Unesco- Marzo 2009

Carnevale Cittadino 2009

Premio di Poesia “Fauno” 2009

Martiri delle Foibe

Cena Antica Roma

Corteo Storico a Pomezia - Ottobre 2008

Premio di Pittura “Venere” 2008

Pomezia al festival turco 2008

Pasto delle Mense 2008

Premio Tyrrhenum” 2008

Premio di Poesia “Fauno” 2008

Carnevale 2008

Tombolata alla  U.O.N.P.I.

 
 
  La sera di Domenica 13 Dicembre ’09,  presso la Sala Metropolis, l’Associazione Culturale Tyrrhenum ha festeggiato i suoi primi 18 anni, alla presenza di centinaia di soci. La premessa, sottolineata più volte dal Presidente, è stata “questo traguardo non significa che ci sentiamo o che vogliamo diventare adulti. Se per adulti, infatti, s’intende essere pragmatici, prudenti, furbi, opportunisti, allora preferiamo restare fanciulli, mantenendo la curiosità di conoscere, l’entusiasmo del fare e quell’avventatezza tipica di chi pratica l’attività che si è scelto con grande passione. Così facendo potremmo anche andare incontro, com’è capitato, ad alcune delusioni e sconfitte, ma ci consentirà di mantenere la nostra libertà ed indipendenza”. Hanno portato il loro saluto, i graditi ospiti: Nino Maceroni, dirigente dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pomezia; Pietro Bisesti, presidente dell’ass. Coloni e acclamato come maestro del volontariato a difesa del territorio e delle tradizioni; Luigi Celori, Consigliere Regionale del territorio. Per oltre un’ora si sono succedute le immagini delle iniziative più importanti dal 1992 ad oggi: il Gemellaggio tra Pomezia e Canakkale; la tutela di Torre Maggiore; la valorizzazione dell’Antro di Fauno; le 14 commedie teatrali portate in scena; l’organizzazione del Gruppo Storico Lavinium; i tantissimi corsi gratuiti; i Premi di Poesia, Pittura, Letteratura. Fotografia ed alla persona; le cerimonie in ricordo delle sbarco di Enea; i Carri di Carnevale; i viaggi e le visite guidate; le Feste di Piazza; le conferenze e veramente tanto altro ancora. Il discorso si è concluso con le indicazioni sugli importanti progetti futuri. Quindi, una grande torta (con una torre di cioccolata abbinata ad un 18) ed un brindisi hanno concluso la parte ufficiale della manifestazione, per lasciare il posto alla serata danzante.

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Il Premio di Pittura “Venere” è giunto con soddisfazione e rinnovato successo alla sua X edizione. Organizzata, come sempre dall’Associazione Culturale Tyrrhenum presso il Centro Commerciale “16 Pini” a Pomezia, ha visto la partecipazione di decine di artisti, alcuni anche fuori concorso. La maggior parte dei pittori è proveniente da fuori Pomezia, a testimoniare l’interesse e la credibilità di questa manifestazione. La cerimonia di premiazione si è svolta nel pomeriggio di sabato 24 ottobre 2009, ed è stata preceduta da una mostra di nove giorni, che ha consentito la visita di almeno diecimila persone. Questo rispecchia appieno le intenzioni degli organizzatori che, intendendo promuovere la cultura, forniscono agli artisti un’importante vetrina, ai cittadini una mostra interessante ed al proprio territorio una nuova occasione di promozione. Quest’anno la premiazione è stata particolarmente cruenta, nel senso che molti più quadri del solito sono giunti alla discussione finale e non è stato semplice far coincidere i giusti della giuria, la quale era composta dal consigliere regionale Luigi Celori, dal direttore e dal vicedirettore del Centro Commerciale “16 Pini”, dalla responsabile del corso di pittura Lucia Ceccarini, dall’artista Moira Manzini e dal sig. Andrea Fabbrizzi in rappresentanza dell’ass. Tyrrhenum. La classifica ha visto prevalere il pittore, di Piglio, Angelo Salvatori con il quadro “Ballerini in sala”, qui l’unanimità dei giurati ha incontrato anche il favore del pubblico; al secondo posto Fiorella Ciocci, di Pomezia, con l’opera “I mitici anni ’50”; al terzo Antonella Aquilino con “Colpo d’occhio”, di Pomezia. Hanno inoltre, partecipato al premio i pittori: Brunella Romagnoli, Bashir Sinusi, Rita Ceccanti, Bruno Lanzalone, Patrizio Nardini, Michele Favaccio, Ilaria Serafini, Boba Intsar, Eliano Stella, Giorgio Mancini, Lina Sforza, Luciana Colella, Enzo Capogrosso, Veronica Stella. Molti i quadri e gli autori che la giuria ha voluto ulteriormente segnalare. Unanimi i commenti positivi del pubblico sul valore delle opere esposte e sulla piena riuscita dell’iniziativa. Ricordiamo che, nell’ambito dell’opera dell’ass. Tyrrhenum nella promozione del territorio (infatti il premio è dedicato alla dea Venere sia come madre di Enea, il mitico eroe alle origini della nostra storia, che per la sua accezione di dea della bellezza che ben si presta a rappresentare un concorso di pittura), è stata presentata l’iniziativa di “1 euro per la Lancia di Enea”, reperto archeologico che si potrà recuperare ed esporre grazie alla partecipazione dei cittadini di Pomezia.

 

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  Pasto delle Mense 21 giugno 2009

Si rinnova, per il sedicesimo anno consecutivo, la tradizionale Cerimonia del “Pasto delle Mense” per ricordare il mitico sbarco di Enea sulla costa laurente. Presso la foce del sacro fiume Numicus, oltre settanta figuranti del Gruppo Storico Lavinium dell’Ass. Culturale Tyrrhenum, hanno ricostruito, al tramonto e con i costumi dell’epoca, l’arrivo dei troiani e l’incontro con i latini. Il luogo è adiacente allo stabilimento Celori che da alcuni anni collabora all’iniziativa, grazie all’interesse di Laura e Luigi. Tra il sempre più numeroso pubblico che accorre a questa rappresentazione, proveniente anche dai comuni vicini, spiccava la presenza della Prof.ssa Maria Fenelli, per anni direttrice degli scavi di Pratica di Mare (Lavinium), del Prof. Alessandro Jaia, che sta riportando alla luce il Santuario al Sol Indiges e della Dott.ssa Maria Luisa Bruto, responsabile del Museo Archeologico “Lavinium”. Tutti hanno sottolineato l’estrema suggestione e l’importanza di tale ricorrenza. Un ringraziamento particolare alla Compagnia d’Arme Sancto Eramo che ha collaborato all’evento. Con loro, il Gruppo Storico Lavinium, al termine della cena, ha inscenato l’assalto dei pirati saraceni che nel 1588 assaltarono il Borgo di Pratica di Mare, sequestrando 113 persone. La serata è stata magistralmente presentata da Angelo Blasetti, coadiuvato da Francesca Caponecchi. Quest’anno la celebrazione è coincisa con il dibattito sulla tutela e la valorizzazione del Numicus, luogo dell’approdo di Enea. Ricordiamo la richiesta dell’Associazione Culturale Tyrrhenum al Comune di Pomezia di istituire il 21 giugno come festa cittadina. In questo modo si vuole ricordare pubblicamente, rendendo partecipe la cittadinanza e tutti coloro che in futuro rivolgeranno la loro attenzione verso il nostro territorio, sull’origine comune, infondendo il necessario senso di identità e appartenenza. La cerimonia ha avuto quello sviluppo interiore che le è proprio: figuranti in costume, musiche antiche, brani dell’Eneide, l’accensione del fuoco sacro da parte delle Vestali ed il rituale Pasto delle Mense, che viene gelosamente custodito dai partecipanti. Con l’occasione si è ricordato il prossimo viaggio in Turchia per partecipare al Festival Internazionale della Cultura di Troia, dove una delegazione cittadina e l’Ass. Culturale Tyrrhenum incontreranno le autorità della città gemella, Canakkale, e organizzeranno eventi artistici e culturali.

 

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  La Società Perfetta”, questo il titolo che quest’anno la compagnia teatrale “Talia” dell’Associazione Culturale Tyrrhenum ha portato in scena. Una commedia autoprodotta, scritta dal presidente dell’associazione Gianni Di Spirito e diretta dalla socia Ondina Cera. La rappresentazione si è tenuta nella sala teatrale Cardinal Pizzardo di Torvaianica, che da diversi anni ospita il gruppo. Com’è nello spirito dell’associazione anche quest’anno il numero degli attori (tutti soci) era molto nutrito, infatti ben 15 sono state le persone che si sono avvicendate sul palco per interpretare i vari ruoli: Allegra (Francesca Romana Caponecchi), Salvatore (Gianni Di Spirito), Gioconda (Ondina Cera), le amiche di Allegra: Giada Brencio (Baldoria), Catia Giovannini (Gaia) e Bianca Stefanelli (Propizia), Fortunato (Fabrizio Volpe), Franco (Francesco Mancini), i Servizi di Sicurezza (Bruno Daccomi ed Enzo Iodice), l’Oste Peppe er Pulito (Enzo Iodice), l’impiegata (Ondina Cera), le ballerine scatenate (Annamaria Di Spirito, Francesca Ponticelli, Manuela Piccini), i cittadini polemici (Mario Buonanno e Fabrizio Volpe), la cantante del “teatro antico” (Angela Quinto). Il pubblico ha risposto positivamente a quella che non è stata la solita commedia comica, ma uno spunto per riflettere sulla facoltà del libero arbitrio e quindi se sia meglio lasciarsi guidare in sicurezza o invece avere facoltà di scelta anche con la consapevolezza di poter commettere degli errori. Gli attori, tutti non professionisti, ma come sempre animati dalla passione per il teatro, hanno affrontato, dopo mesi di prove, un pubblico numeroso che ha risposto con simpatia decretando ancora una volta il successo della rappresentazione. Un ringraziamento va anche a tutti i soci che hanno aiutato prima, durante e dopo la rappresentazione.

 

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 Premio di Poesia per ragazzi “Flora”

Prendi due e paghi … nulla. Doppia iniziativa culturale giovedì 21 maggio 2009, alle ore 17.00, presso la libreria Odradek in via Roma, Pomezia. L’Associazione Culturale Tyrrhenum presenta l’XI edizione del Premio di Poesia per ragazzi “Flora”, riservato agli studenti del 41° Distretto Scolastico Pomezia-Ardea, ormai divenuto un tradizionale appuntamento di fine anno per le scuole del nostro territorio. Nell’occasione verrà conferito il Premio Tyrrhenum, giunto alla XVI edizione e dedicato a quelle persone che si sono prodigate in azioni a favore del nostro territorio e dei suoi abitanti. Quest’anno il riconoscimento è andato alla straordinaria figura di Giovanni Cena, con la motivazione: “amico fervente della scuola e dei lavoratori dell’Agro Romano”

La giuria del Premio era composta dal Presidente della Pro Loco di Pomezia, Mario Bianchi, dalla Presidente del Parco Letterario “Publio Virgilio Marone”, Monia Franceschini, dal Presidente della Pro Loco di Ardea, Rossano Tantari, dal rappresentante della Compagnia d’Arme Sancto Eramo, Messer Alessandro Bruni, dalla rappresentante dell’Ass. Affabulazione di Ostia, Giovanna Gandolfi e dalla Dirigente Scolastica del Liceo “Pascal” di Pomezia, Laura Virli. Al terzo posto si è classificata la poesia “Tramonto sul mare” di Letizia Dallago, del II Circolo di Pomezia; al secondo posto, “I verbi” di Francesco Pandolfi, della Scuola Primaria Trilussa; prima classificata, “Papà” di Iris Barbato, del IV Circolo S. Procula.

 

 

 

Giovanni Cena, scrittore, (Montanaro, 12/1/1870 Roma, 7/12/1917). Nato nella poverissima e numerosa famiglia di un tessitore, poté studiare dal 1881 a Torino e poi nel Seminario di Ivrea dal 1886 dal quale fu espulso tre anni dopo per aver detenuto dei libri non consentiti. Riuscì a proseguire gli studi nell’Università di Torino, allievo di Arturo Graf; nel 1902 fu assunto, a Roma - dove per alcuni anni ebbe una relazione con la scrittrice Sibilla Aleramo - come capo redattore della prestigiosa rivista «Nuova Antologia», e si dedicò a una intensa opera di assistenza e promozione sociale verso le popolazioni della campagna romana. Nel 1904 nacque il sodalizio con il dottor Angelo Celli, il fondatore della "Società per gli studi contro la malaria". Da quel momento in poi iniziò a battersi per il risanamento e l'alfabetizzazione dell'Agro Romano e delle paludi pontine, insieme ad un piccolo gruppo di studiosi fra cui Angelo e Anna Celli, Alessandro Marcucci e, in modo discontinuo, Sibilla Aleramo. Giovanni Cena testimonia la triste visione della vita nelle paludi in alcuni articoli, da lui redatti, nel volume “Come vive il campagnolo dell’Agro Romano”. Iniziò ad aprire scuole in capanne, chiese abbandonate, granai, vagoni ferroviari in disuso, ma ben presto incontrò l'ostilità dei latifondisti romani, i quali iniziarono ad impedire ai maestri l'accesso alle loro proprietà. Alcuni di loro fecero sloggiare le scuole, consci del fatto che l'alfabetizzazione avrebbe ridotto progressivamente la loro capacità di soggiogare il popolo. La diffusione della cultura, comunque, proseguì, grazie anche ai fondi stanziati dal Comune e dalla Provincia di Roma e all'appoggio della duchessa Ceatani, che nel 1913 mise a disposizione di Giovanni Cena un locale per organizzarvi la prima vera scuola dell’Agro Pontino. In questa zona le scuole erano organizzate in funzione delle esigenze della popolazione, delle loro abitudini, dell’età e condizioni degli scolari; avevano programmi e calendari particolari: prima dei grandi lavori del fieno e del frumento, chiudevano. Il programma di Giovanni Cena era moderno e rivoluzionario: andare tra la gente, cercare e non attendere gli alunni. Le scuole dell’Agro nacquero sicuramente dalla passione civile e culturale del piccolo gruppo che gravitava attorno ad Angelo Celli, apostolo e maestro. Tuttavia è difficile pensare al loro funzionamento e al loro sviluppo senza la figura determinante di Giovanni Cena. Il 17/5/1915, una settimana prima dell’entrata in guerra dell’Italia, entrò a far parte del "Comitato di preparazione civile". Percorse l’Agro Pontino e le paludi e andò spesso in Abruzzo, testimone del dramma del terremoto. Lì creò asili e rafforzò il suo legame con la popolazione aiutando la povera gente a rivendicare i propri diritti. Sarà al fronte per la sua rivista: ottenendo  di stare qualche settimana in trincea per capire fino in fondo cos’è la guerra; negli ospedali di Roma organizza la scuola per i feriti analfabeti; fonda e dirige “Il Piccolissimo”, un giornalino di propaganda per gli alunni e loro parenti. "Dal 1904 al 1917, mentre continua ad esercitare con rara probità e nobiltà d'intenti l'ufficio, assunto fin dal 1902, di Redattore-Capo della Nuova Antologia, coerente agli ideali banditi nell'arte, prodiga tutte le ore libere nell'iniziare e condurre a sicuro sviluppo la mirabile opera di redenzione dell'Agro Romano e delle Paludi Pontine dall'ignoranza e dalla superstizione, fondandovi coll'aiuto di pochi generosi prima, del Governo e di altri Enti pubblici poi, ben 70 scuole per fanciulli ed adulti; accorre sempre e ovunque lo chiamino fratelli doloranti, nei luoghi colpiti da disastri tellurici per invocare soccorsi adeguati, sulla duplice fronte del Trentino e dell'Isonzo a veder come vi si vive e come vi si muore per testimoniarlo a contemporanei ed a posteri. Colpito da polmonite mentre organizza l'assistenza ai profughi Serbi, soccombe il 7/12/1917, assistito da pochi devoti amici, in quella solitaria quasi aerea dimora di San Filippo ai Parioli" Nel 1921 fu eretta la scuola in muratura a Casal delle Palme in onore di Giovanni Cena, “poeta del cuore, buon cittadino della patria, amico fervente della scuola e dei lavoratori dell’Agro Romano”. Oltre alle poesie, di lui resta soprattutto il romanzo sociale Gli ammonitori, uscito nel 1903. Tutte le sue opere, raccolte in cinque volumi, furono pubblicate a Torino nel 1928.

Ecco quanto scrive di sé lo stesso Giovanni Cena in una lettera da lui inviata all'onorevole Luigi Federzoni:

"Nacqui il 12 gennaio del 1870. Mio padre era tessitore. C'era al mio paese, Montanaro, un castello rovinato in cui abitavano alcune famiglie. Noi avevamo due cameroni a pian terreno, senza finestre, che avevano servito da prigione e tenevano ancora gli anelli alle pareti di pietra sempre biancicanti di salnitro. Là ho cullato due o tre fratelli prima che avessi la forza di fare le spole, la quale occupazione mi riempiva tutte le ore libere dalla scuola. Poi mio padre andò a cercare lavoro in Francia, ed ebbi due anni di libertà, nei quali distrussi molte tenere nidiate; ma la pagai cara gli anni seguenti. A undici anni, un prete che presagiva di me grandi cose, incitò mio padre a mandarmi in un ospizio di Torino in cui la retta mensile non superava le dieci lire, sorta di comunità conventuale ove scopavamo per turno i dormitori e rigovernavamo i piatti. Qui in un soppalco scovai alcuni libri vecchi e secchi, fra cui: L'introduction à la vie dévote di San Francesco di Sales e la Nouvelle Héloise che m'insegnarono il francese e qualcos'altro. Facevo dei versi, ma i miei erano sempre bocciati e lo meritavano. A sedici anni ottenni un posto gratuito al Seminario d'Ivrea e vi studiai filosofia due anni; incominciavo il primo di teologia, quando mi si sfrattò a causa d'una biblioteca che si scoperse sotto il mio materasso, Leopardi, Giusti, Carducci, ecc., e - il più mostruoso, mi dissero - una traduzione Le meraviglie del corpo umano di non so più chi, Virey, se non erro. Allora andai a cercarmi un pane per non domandarne a mio padre, il quale d'altronde non ne aveva a sufficienza per sé e per i miei fratelli, giacché, mentre io ero in collegio, a casa mia fratelli e sorelle nascevano, morivano. Ne morirono tre, ma ne rimasero cinque. Poi morì mia madre lasciando una bambina che agonizzò per un anno ancora. Come mi facessi un'istruzione accademica e prendessi diplomi, è cosa che mi fa perdere spesso ogni calma a pensarci. E quando, pensandoci, sento che potrò perdonare, allora ho veramente il senso di essere un vittorioso. Non ricordo quando ho cominciato a leggere; certo prima che potessi rendermene conto. Mia madre, che era di nascita superiore alla sua condizione, e allora aveva me solo, mi fece venir su tra i libri di un antenato prete. Io mi vedo bimbo, col ditino e con gli occhi spalancati sopra i fregi fantastici e sopra certi mascheroni di alcuni libri rilegati in cuoio e oro, probabilmente libri di santi... L'istinto livresque è in me "infuso"; non ricordo di aver mai pensato ad altra occupazione per il mio avvenire che alla letteratura. Ed eccomi qui sano e salvo, non senza ammaccature, e letterato, di che mi compiaccio. C'è perfino chi m'invidia, e non manca chi mi consiglia a benedire il felice ordine presente al quale devo se non morii di fame. "Ringraziami che non ti ho strozzato", diceva il lupo alla cicogna. ...Esse (le mie idee) germinano dalle cose narrate sopra. La sostanza è negli "Ammonitori" e lo svolgimento sarà in tutto quello che andrò pubblicando in seguito. Le raccomando alla simpatia di tutta la gioventù italiana. Io do ragione a Lombroso. Io sento profondamente che soltanto lo sfogo della letteratura e la fede nel suo potere di liberazione e di elevazione mi hanno salvato dal diventare un Ravachol..." La lettera è riportata nel volume "Candidati all'immortalità" (Zanichelli, Bologna 1904). 

L’albo d’oro della manifestazione ha visto negli anni i seguenti riconoscimenti:

1994: Prof. Ferdinando Castagnoli, professore universitario, archeologo, scopritore di Lavinium.

1995: Mons. Giovanni Trovalusci, parroco di Pratica, benedì la prima pietra di Pomezia, scrisse “Lavinium”.

1996: Prof.ssa Maria Fenelli, direttrice degli scavi di Pratica di Mare, divulgatrice della nostra storia.

1997: Ing. Paolo Becattini, dirigente industriale, animatore della vita sociale e culturale.

1998: Sig. Bruno Daccomi, operaio, artista, in prima fila nelle lotte sociali.

1999: Dott. Agostino De Giorgio, primo medico condotto di Pomezia, punto di riferimento per i cittadini.

2000: Sig.ra Nedda Antonetti, promotrice ed animatrice del volontariato sanitario a Pomezia.

2001: Padre Davide Agostani, infaticabile parroco di Pomezia, musicista, professore, costruttore di Chiese.

2002: Presidente Pro Loco Mario Bianchi, una vita spesa per la valorizzazione del nostro territorio.

2003: Prof. Alessandro Scenico, artista e grande animatore delle attività artistiche con i giovani.

2004: Sig.ra Lucia Angarano, esempio di emancipazione femminile legata alla tradizione.

2005: Sig. Alfredo De Carolis, Insegnante yoga, maestro di vita, volontario del bene.

2006: Sig. Pietro Guido Bisesti, custode delle tradizioni di Pomezia.

2007: Dott.ssa Antonella De Biase, promotrice ed animatrice di attività in favore dei ragazzi diversamente abili.

2008: Sig. Andrea Basta, divulgatore del gioco degli scacchi a Pomezia e tra i giovani.

 

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 Natale di Roma 19 aprile 2009

Oltre cinquanta figuranti del Gruppo Storico Lavinium, dell'ass. Tyrrhenum di Pomezia, hanno partecipato domenica 19 aprile 2009, alle celebrazioni per il Natale di Roma. Rappresentando le Origini di Roma, che tramite la leggenda di Enea cantata da Virgilio nell'Eneide, si compiono nel territorio pontino, avevano le sembianze di Enea, Virgilio, Fauno, Lavinia, Camilla, Turno, Marica, Latino, soldati troiani, vestali, guerriere volsche, latini, ecc., ecc..  Il gruppo ha avuto l'onore di ospitare una rappresentante dell'Ambasciata di Turchia, Pomezia (Lavinium) è gemellata con Canakkale (Troia), città della Turchia, da dove fuggì Enea tremila e duecento anni fa. Il Gruppo Storico Lavinium ha accolto l'adesione della Compagnia d'Arme Sancto Eramo, del Parco Letterario "Publio Virgilio Marone", della Pro Loco di Pomezia e dell'Ass. "Il Buco nell'Ozono". L'impegno che da tempo l'Associazione Culturale Tyrrhenum mette in questo campo è stato ripagato dal grande successo di pubblico che i suoi singolari costumi  riscuotono tra gli spettatori ed i turisti (sono senz'altro i più fotografati) ed è stato premiato sul palco allestito dagli organizzatori del Gruppo Storico Romano e dalla visita ricevuta da parte del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La pioggia che ha accompagnato l'ultimo tratto del percorso: Circo Massimo, Via dei Cerchi, Via Petroselli, Piazza Venezia, Via dei Fori Imperiali, Via di San Gregorio, Circo Massimo, non ha certo spento l'entusiasmo dei gruppi di ricostruzione, ben 33, provenienti da tutta Europa. Nuovi impegni ed inviti si profilano all'orizzonte, ci auguriamo che questo modo simpatico e diretto di far conoscere e valorizzare il nostro territorio trovi sempre maggior credito ed attenzione da parte delle istituzioni.

 

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    Giornata Mondiale della Poesia

    Grande e, soprattutto, qualificata partecipazione alla “Giornata Mondiale della Poesia” promossa dall’Unesco per il 21 marzo, che si è tenuta presso il Museo Archeologico “Lavinium” di Pratica di Mare, Pomezia. L’evento, realizzato dal “Parco Letterario Virgilio” e dalle associazioni che lo compongono, ha riunito intorno al progetto gran parte del mondo culturale e sociale del territorio Pontino teatro delle vicende dell’Eneide. Nel corso della manifestazione, che si è avvalsa dei patrocini della Regione Lazio, della Provincia di Roma e dei Comuni di Pomezia e di Ardea, sono state lette poesie e brani legati ai ventitre Parchi Letterari regolarmente registrati in Italia, fornendo nel contempo informazioni e storia su queste realtà e sui grandi autori di riferimento: Gabriele D’Annunzio (Abruzzo), Carlo Levi (Lucania) , San Nilo (Calabria), Plinio il Giovane (Campania), Pomponio Leto (Campania), Don Giuseppe De Luca (Lucania), Tommaso Campanella (Calabria), Franco Costabile (Calabria), Omero (Lazio), Pier Paolo Pasolini (Lazio), Dante nel Casentino (Toscana) e Dante in Lunigiana (Toscana e Liguria), Eugenio Montale (Liguria), Ippolito Nievo (Veneto), Stanislao Nievo (Lombardia), Giosuè Carducci (Toscana), Paolo Volponi (Marche), Adelasia Di Torres (Sardegna), Elio Vittorini (Sicilia), Giovanni Verga (Sicilia), Nino Savarese (Sicilia), Salvatore Quasimodo (Sicilia) e, naturalmente Publio Virgilio Marone (Lazio). Gli illustri lettori che hanno presentato, oltre i parchi letterari, le rispettive importanti realtà a dimostrazione di quale vitalità culturale e sociale riesce ad esprimere il nostro territorio, sono stati: Messer Alessandro Bruni, Compagnia d’Arme Sancto Eramo; Ondina Cera, Responsabile Compagnia Teatrale Talia”; Pietro Deiana, Presidente Ass. Musicale Schonberg (il quale con la pianola ha intervallato gli interventi con celebri brani di musica classica accompagnato al flauto dal M° Angelo Marrocco; Salvatore Pignalosa, portavoce Ass. Ambientalista Fare Verde; Bruno Daccomi, Uomo Libero; Roberto Perticaroli, Fondazione Ippolito Nievo; Gianluca Cavino, Presidente Ass. Culturale Artide; Giancarlo Tassile, già Sindaco di Pomezia e capodelegazione al Festival della Cultura in Turchia nel 2008; Leonardo Pinzino, Ten.Col. Aeroporto Militare di Pratica di Mare;  Francesca Romana Caponecchi, ricercatrice Gruppo Storico Lavinium; Ashraf Virmani, ricercatore Sigma Tau; Marcella Cossu, Direttrice della Raccolta Manzù; Maria Rosa Fucci, responsabile della UONPI; Laura Virli, Dirigente Scolastico Liceo Pascal; Aynur Bonomo, rappresentante dell’Ambasciata di Turchia; Giovannella Riccobono, responsabile Biblioteca di Pomezia; Maria Luisa Bruto, Direttrice Museo Archeologico Lavinium. Inoltre, hanno aderito: Maria Fenelli, Università di Roma “La Sapienza; Alessandro Maria Jaia, Università di Roma Tre; Rossano Tantari, Presidente Pro Loco di Ardea; Astrid Fragalà, Presidente Confcommercio Litorale Sud; Fabio Miatti, Presidente Pro Loco di Torvaianica; Claudio Morlè, Presidente Spiagge Libere Attrezzate Italiane; Alessandro Pompa, Presidente Associazione Scacchi Quattro Torri; Danilo Silvetti, Presidente del Coro Polifonico Rutuli Cantores; Paolo Bonanni, Università “La Sapienza” sede di Pomezia. Hanno presenziato Monia Franceschini, Presidente dell’Ass. Buco dell’Ozono (Associazione capofila nel Parco Letterario Virgilio), e Mario Bianchi, Presidente della Pro Loco di Pomezia. Ha presentato l’evento Gianni Di Spirito, Presidente dell’Associazione Culturale Tyrrhenum. Una menzione speciale va alla dott.ssa Maria Luisa Bruto, perfetta padrona di casa al Museo ed instancabile animatrice culturale.

 

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  Carnevale Cittadino

    Anche se il Carnevale 2009 di Pomezia non rimarrà alla storia, l’Associazione Tyrrhenum ha deciso di dare il proprio contributo, sfilando per le vie di Pomezia e Torvaianica, facendo divertire i cittadini ma invitando anche a far riflettere.  Il gruppo mascherato “Popoli di tutto il mondo unitevi – Volemose bene” vorrebbe diffondere un messaggio di pace e solidarietà sociale, in un periodo in cui tutto ciò che è diverso viene guardato con sospetto e il confronto tra culture diventa difficile. E quindi ecco sfilare insieme italiani, rumeni, cinesi, giapponesi, arabi, ebrei, extracomunitari, etc. a dimostrare che una convivenza reciproca, basata sul rispetto e sulla disponibilità ad ascoltare ed apprendere da entrambi le parti, è possibile.

 

 
 
 

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Premio di Poesia Fauno 2009

Vincono “i politici” al Premio di Poesia “Fauno”. Non si tratta di favoritismi o piaggeria, è semplicemente il titolo della poesia, in dialetto romano, che ha stravinto l’XI edizione del premio organizzato dall’Associazione Culturale Tyrrhenum. L’evento ha avuto luogo nella serata di sabato 14 febbraio presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale di Pomezia, grazie alla disponibilità e al supporto della direttrice Giovannella Riccobono. L’impegno è stato premiato dalla partecipazione record del pubblico che, parola dei responsabili della biblioteca, è stata la maggiore di sempre (oltre cento persone), costringendo il personale a ricorrere alle sedie delle altre sale. La giuria, composta dall’ex Sindaco di Pomezia Giancarlo Tassile, dai professori Luciana Palazzo e Flavio Makovec, dalla segretaria del Liceo Scientifico “Pascal” Ondina Cera, dalla rappresentante dell’ass. Tyrrhenum Florinda Blaso e dalla già citata Giovannella Riccobono, ha esaminato i componimenti di poeti provenienti da tutta la provincia. Come abbiamo esordito, ha vinto la poesia “I Politici” di Mario Ivan Mannucci, di Ardea, con la seguente motivazione : “Vivo quadretto romanesco di attualità, impostato su ritmi belliani, proprio come spesso fa il Belli, si conclude con un tono di amarezza, tornando al ciclico inutile ripetersi dell’inizio”; al 2° posto, “Lulù” di Eleonora Liuzzi: “Composizione affidata a una delle grandi possibilità della poesia: quella di andare oltre il tempo, i luoghi, persino le identità.

È un momento di grande intensità emotiva, espresso con versi asciutti, nobili, dall’aggettivazione avara e originale come quel cuori ammaccati”; al 3° posto “Ansia” di Maria Assunta Amoruso: “Il valore della composizione risiede nella capacità dell’autore di rappresentare, attraverso un uso sapiente della parole e delle immagini, il rapporto ambivalente che lo lega a uno dei malesseri del nostro tempo: l’ansia”. Inoltre, hanno partecipato: Elisabetta Corveddu, Eliano Stella, Enzo Pasetto, Jenica Ihnatiuc, Luigi Samassa, Maria Rosaria Barbati, Paolo Brama, Tiziana Mignosa, Roberto Giannini, Valentina Pasetto, Sergio Montefiore, Vanda Pastecchi. Il premio è dedicato al dio Fauno sia per le sue facoltà oracolari che ben si sposano con la poesia e perchè legato al mito di Enea, centrale nella valorizzazione del nostro territorio. Per queste motivazioni alla zona ambientale ed archeologica dell’Antro del Fauno è stata deputata l’apertura dell’evento. Ma il momento più emozionante è stata la riuscitissima breve recita dei ragazzi dell’Ass. Futuro diretti da Massimo Pettinari, a dimostrazione di quanto si riesce a fare con l’impegno, con il cuore e molte poche chiacchiere. In conclusione, ci piace constatare come questa iniziativa cammini ormai sulle proprie gambe, che richiami l’attenzione del pubblico e dei mezzi d’informazione senza la necessità di particolari battage pubblicitari, segno che di un suo riconosciuto posto nel patrimonio culturale cittadino.

 

 

 

 

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   Martiri delle Foibe

Il 10 febbraio si celebra in Italia il Giorno del ricordo il quale, come sancisce la legge del 30 marzo 2004 n° 92, si pone come finalità quella di: “…conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Poco più avanti, nell’articolo successivo, si legge che: “Durante tale giornata sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado ed è altresì favorita, da parte di Istituzioni ed Enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende”. È proprio con tale spirito che anche a Pomezia, domenica 8 febbraio, si è svolta una cerimonia semplice ma carica di emozione e significativa per tutta la comunità civile: la deposizione di una corona di alloro alla memoria dei Martiri delle Foibe, proprio nel luogo dove la nostra Città ha intitolato loro una strada. Questo evento è stato possibile grazie all’impegno della Associazione Culturale Tyrrhenum, da sempre impegnata nella diffusione della conoscenza della storia e della cultura nel nostro territorio. Un simile gesto va oltre la pietà cristiana che meritano esseri umani trucidati, dispersi, emarginati e dimenticati per oltre cinquant’anni. È un gesto che esprime un piccolo contribuito all’enorme ingiustizia arrecata a tutto un popolo che, con tale sacrificio, pagò abbondantemente il debito di guerra a favore dell’Italia intera nei confronti della Jugoslavia, vincitrice del secondo conflitto mondiale. Nessuno storico mette in dubbio il ruolo delle foibe come tragico strumento di pulizia etnica, poiché tutti condividono il fatto che in esse venivano precipitati brutalmente, dopo sevizie gratuite e agghiaccianti sadiche torture, gli italiani civili inermi, ‘colpevoli’ di autoctonia, cioè di abitare da duemila anni la loro terra. Insomma, questi italiani, celebrati anche da Dante nella sua Commedia, erano scomodi ad un nemico barbaro ed invasore, alla ricerca di uno sbocco sul mare ed accecato dalla bellezza di quella civiltà plurimillenaria costruita, all’ombra del Leone di San Marco, con pazienza e laboriosità, intelligenza, arte e caparbietà. Ma le foibe rappresentarono solo la punta di un iceberg della follia omicida delle bande della Terza Internazionale Teorica Organizzazione, TITO.

 

 

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Per ogni essere trucidato nel periodo 1943-1956, ne scappavano trenta. Ed è cosi che l’esodo di quel popolo (poco meno di mezzo milione) creò comunità piccole ed impaurite su tutto il territorio nazionale. I campi profughi di accoglienza, attrezzati alla meno peggio presso caserme dimesse, dai grandi stanzoni separati in loculi abitativi per famiglia con i ‘muri’ formati da coperte stese, erano più di cento. Alcuni di questi sorsero nella Pianura Pontina. Queste piccole feconde comunità, che mai hanno abbandonato la memoria della loro casa nazionalizzata dai regimi slavi, hanno saputo mantenere e trasmettere un amore tangibile per la nostra Patria, anche in tempi in cui essere patriottici non era di moda. Ed è anche grazie a queste comunità che si deve una certa rinascita di orgoglio nazionale; orgoglio che altri Paesi, verso cui spesso guardiamo come modelli, mettono sovente in mostra in maniera sana e senza paura di critica alcuna.

 Il Giorno del ricordo non è solo una sterile anamnesi dei tempi andati, un amarcord senza futuro ed, al massimo, triste. É anche una memoria attiva. È un esempio verso cui guardare. È un monito per la nostra politica estera (che ha sempre disatteso le istanze del popolo giuliano-dalmata, e quindi italiano, tradendolo ogni volta una volta di più, comportandosi ben diversamente dalla Germania la quale, invece, non ha mai ratificato, dal dopoguerra ad oggi, i suoi confini nazionali). È un modello etico per la nostra classe dirigente (così troppo spesso affascinata dal comando senza responsabilità). È un appello alla fratellanza. È un ponte verso i valori della solidarietà e della comprensione del diverso. È, infine, un richiamo quasi implorato affinché venga ridata giustizia a chi ha così ferocemente e iniquamente pagato colpe non proprie ed affinché tale giustizia giovi all’italianità di quella sparuta minoranza che ancora resiste in Slovenia, Croazia e Montenegro. Perché anche quella piccola parte del nostro Paese che travalica i confini orientali, possa godere di tutti i sacrosanti privilegi di cui le comunità straniere si avvantaggiano nella nostra civile ed amata Italia.

   
 

Si è ripetuto, con la consueta partecipazione numerosa ed interessata, il tradizionale “Pasto dell’Antica Roma” che l’Associazione Culturale Tyrrhenum, che quest’anno si è avvalsa della partecipazione della Pro Loco di Pomezia, da 13 anni promuove in occasione del Solstizio d’Inverno. Le motivazioni della manifestazione risiedono nella costante opera dei volontari dell’associazione atte a cementare e condividere le radici storiche e culturali del nostro territorio ed il senso di appartenenza. Menù della Roma Imperiale, figuranti i costume, brani dell’Eneide, dispensa sui banchetti antichi, doni rituali, offerta ai Penati, coroncine di fiori per tutti e tante altre sorprese hanno allietato l’evento che ha avuto sicuramente il suo clou nell’ammiratissima esibizione di Aisha nella danza del ventre. Quasi cento le persone che si sono ritrovate presso il ristorante Mano’s di Pomezia, non semplicemente a degustare piatti prelibati di duemila anni fa, ma ad approfondire le conoscenze sulla civiltà di cui siamo eredi e che ora siamo chiamati a difendere e valorizzare.

 

 

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Domenica mattina 26 Ottobre 2008, in occasione dei festeggiamenti organizzati dal Comune per i 70 anni di Pomezia, il Gruppo Storico Lavinium dell'Associazione Culturale Tyrrhenum ha realizzato per la prima volta in città, dopo aver girato l'Italia e addirittura l'estero, un corteo storico riproducente i personaggi dell'Eneide. Il mitico poema di Virgilio, che cantando le origini di Roma, narra la vicenda dell'arrivo di Enea sulla costa Laurente, l'incontro con i Latini, la guerra contro Turno e le nozze con Lavinia, tutte storie che si compiono nel nostro territorio. Alla cinquantina di volontari, che hanno dato vita alla suggestiva manifestazione, va il merito di essersi adoperati per diffondere tra la cittadinanza la conoscenza e l'amore per un territorio tanto importante, tanto bello e tanto maltrattato. La soddisfazione viene dal forte impatto che l'iniziativa ha suscitato in città, con una popolazione attenta, incuriosita e, perfino, incredula, corsa in casa a prendere le macchine fotografiche. In migliaia hanno visto il corteo, lo racconteranno e lo spiegheranno agli altri, è in questa maniera che la storia antica diventa patrimonio comune e va a costituire quell'humus che necessita per arrivare ad un ambiente ed una qualità della vita migliori. Al termine del corteo, che si è snodato da piazza Bellini, via Ovidio, via Orazio, via Filippo Re, via Rattazzi, via Roma e piazza Indipendenza, l'associazione, dopo aver spiegato la sua azione, si è recata presso l'Associazione Coloni, storica organizzatrice delle commemorazioni per la nascita di Pomezia, per salutare il suo Presidente, Pietro Bisesti, e lasciargli un'immagine che lo ritrae con il sindaco di Canakkale (città gemellata con Pomezia in quanto luogo dell'antica Troia da dove partì Enea), trovata su un mezzo d'informazione turco.

 

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  Premio di pittura "Venere" 2008

Quasi ottanta i quadri che hanno fatto bella mostra di sé in occasione della IX edizione del Premio di Pittura “Venere”, organizzato, come sempre, dall’Associazione Culturale Tyrrhenum, presso il Centro Commerciale “16 Pini” di Pomezia. Una trentina gli artisti in concorso, in gran parte provenienti da fuori Pomezia e qualcuno addirittura da fuori regione. La mostra è rimasta in esposizione per dieci giorni, ed è stata ammirata da almeno diecimila persone. L’inaugurazione ha avuto luogo venerdì 10 ottobre 2008, ed ha avuto il suo compimento domenica 19 con la festa per la cerimonia di premiazione, presenziata dalla giuria composta dal prof. Giancarlo Tassile, già sindaco di Pomezia, dalla prof.ssa Annamaria Peduto, dalla Direttrice del Museo “Lavinium, dott.ssa Maria Luisa Bruto, dalla responsabile del corso di pittura dell’Ass. Tyrrhenum, Lucia Ceccarini, dal dott. Alberto Bertone direttore del Centro “16 Pini” e dal ricercatore Ashraf Virmani, in rappresentanza dell’ass. Tyrrhenum. Quel po’ di tensione che si era andata accumulando per il ritardo di quasi un’ora per l’inizio della cerimonia di premiazione, a causa del protrarsi dei lavori della giuria, si è presto stemperato nel simpatico clima di evento culturale, dove ciascuno ha dato il proprio contributo: organizzatori, artisti e pubblico. Al termine del lunghissimo confronto tra i giurati, ha prevalso in testa alla classifica la pittrice Fiorella Ciocci di Pomezia, con il quadro “Tetti di Praga”, questo il giudizio: “Dalle forme svettanti e convergenti verso un unico punto, unitamente alla scelta di tonalità e di colore, viene messa in evidenza la necessità di credere in un valore spirituale”. Al secondo posto il quadro “Volto di Donna Africana” dell’artista Luciana Colella di Genzano e al terzo Mara Lautizi di Aprilia (vincitrice lo scorso anno) con un l’opera “Paesaggio”.  Hanno inoltre partecipato al premio i pittori: Fabiano Macale, Elodia Bruno, Maria Pia Joubert, Gerardina Orlando, Eliano Stella, Gottardo Avico, Bernardo Ares Mavilio, Brunella Romagnoli, Roberta Conficoni, Antonella Onori, Remo Bugliosi, armela Casiero, Maria iovanna Volpi, Claudio Guerrieri, Danilo Cincirrè, Angel Salvatori, Enzo Capogrosso, Marilena Cicciù, Lina Sforza, Roberto Ruscetta, Claudia Recchia. Proprio per la difficoltà, mai come quest’anno, di stilare una classifica, la giuria ha deciso di segnalare come meritevoli di attenzione tutte le altre opere in esposizione. Grande soddisfazione per gli organizzatori vedere l’attenta e numerosissima partecipazione dei visitatori del “Centro Commerciale 16 Pini”. Ricordiamo che l’ass. Tyrrhenum promuove questa iniziativa per consentire agli artisti locali di farsi conoscere ed alla popolazione ed alla nostra città un’occasione di arte e cultura. Il premio è dedicato alla dea Venere sia come madre di Enea (il mitico eroe posto dagli antichi alle origini del nostro territorio) che per la sua accezione di dea della bellezza che ben si presta a rappresentare un concorso di pittura.

 

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L’Estate Pometina sbarca in Turchia.

 

 Quest’anno la nostra città non si è limitata a divertire e coinvolgere turisti e residenti del nostro territorio ma ha esportato le sue energie partecipando al 45° Festival Internazionale della Cultura che si svolge annualmente a Troia (la mitica città omerica). Oggi in quella terra c’è Canakkale, la città gemellata con Pomezia proprio per il legame che la unisce tramite la storia di Enea. Grande è stato l’onore riservato ai nostri concittadini, lo spettacolo da loro presentato è stato il primo ad andare in scena, subito dopo l’inaugurazione del Festival da parte del Sindaco di Canakkale, Ulgur Gokhan. Nel teatro della mitica Troia è stata portata in scena, a cura dell’Associazione Culturale Tyrrhenum e con il patrocinio del Comune di Pomezia, l’opera La Nostra Terra, scritta da Gianni Di Spirito, che rappresenta diversi momenti degli incontri/scontri tra le nostre civiltà. Abbiamo ancora negli occhi il pubblico in piedi che applaude, incurante della pioggia, e gli attori che ringraziano intonando, come bis, canzoni della tradizione romana. Altrettanto successo ha avuto il corteo storico che si è snodato per il centro storico di Canakkale. Pur sfilando tra le decine di delegazioni provenienti da tutto il mondo (Germania, Lituania, Bulgaria, Cina, Polonia, Kossovo, Macedonia, Romania, Mongolia, Russia, Inghilterra, Slovacchia, Spagna, ecc.) che hanno partecipato al festival, i nostri sono stati i più ammirati e fotografati, tanto da meritare la foto a colori in prima pagina sul quotidiano locale e menzioni anche sui giornali nazionali. Il corteo è stato realizzato dal Gruppo Storico Lavinium e la commedia dalla Compagnia Teatrale Talia, tutte e due emanazioni dell’Ass. Tyrrhenum, alla testa del gemellaggio Pomezia (Lavinium) - Canakkale (Troia) fin dal 1994. Infine, c’è stato l’incontro di scacchi tra il campione locale (vicecampione turco e recente vincitore sul campione italiano) ed il nostro Alessandro Pompa, che è riuscito a metterlo in seria difficoltà tanto da guadagnarsi l’invito a partecipare al prossimo campionato internazionale. La delegazione di Pomezia, che ha avuto diversi incontri con le autorità locali con saluti e scambi di doni, è stata guidata dall’ex sindaco Giancarlo Tassile, sotto la cui amministrazione iniziarono i contatti per il gemellaggio. Ha fatto parte della delegazione anche la giornalista Rosanna Impiccini, del periodico "Dimensione D". Emozionante l’omaggio reso all’immenso Sacrario di Gelibolu, dove riposano le spoglie di 500.000 soldati (300.000 turchi) caduti nella nota battaglia del marzo 1915, nel corso della Prima Guerra Mondiale, quando le truppe turche impedirono il passaggio alle forze inglesi ed alleate. Per questa storica e sanguinosissima vittoria, Canakkale è considerata la città simbolo della giovane Repubblica di Turchia, che si sviluppò proprio in seguito a quell’impresa, a cui aveva partecipato il giovane ufficiale Mustafa Kemal (in seguito Ataturk), che avrebbe presto consegnato alla storia  l’Impero Ottomano. L’amicizia rinnovata ed il successo della partecipazione hanno consentito ai partecipanti di incassare un nuovo invito per l’edizione del prossimo anno, che cercheremo di onorare con il contributo di tutto il nostro territorio.

 

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Pasto delle Mense 2008

 

Si è ripetuta presso la Foce del fiume Numicus, l’attuale Fosso di Pratica di Mare la cerimonia del “Pasto delle Mense”. L’evento, promosso dalla Pro Loco di Pomezia, è stato realizzato dal Gruppo Storico “Lavinium” dell’Ass. Tyrrhenum, che si occupa della valorizzazione della storia locale e da 15 anni ripete questo evento che, in questa occasione è stato ospitato dall’adiacente stabilimento Celori.

Al tramonto di sabato 21 Giugno (Solstizio d’Estate) una barca con la vela quadra e i grandi occhi ha portato a riva Enea ed un manipolo di guerrieri troiani che si sono uniti a decine di personaggi dell’Eneide che li attendevano in cerchio intorno al fuoco.

Ha avuto inizio così la grande manifestazione di rievocazione del momento in cui il nostro territorio assume un ruolo centrale nei miti che sono alle origini della nostra civiltà.

L’episodio rappresentato è preso dai racconti degli storici dell’antica Roma: al momento dello sbarco, i troiani affamati avendo mangiato anche le “mense” si erano felicemente accorti del compimento della maledizione che le arpie gli avevano lanciato contro “non troverete la vostra Patria finché non sarete tanto affamati da divorare anche le mense”. Le mense in questo caso erano costituite da piatti di farro su cui si poggiavano i cibi.

Il momento del solstizio è stato scelto in quanto la frutta mangiata matura in questo periodo e perché il luogo dello sbarco era dedicato al Sol Indiges (il sole progenitore, appellativo in seguito attribuito allo stesso Enea) a cui l’eroe troiano edifica due altari, uno rivolto ad oriente ed l’altro ad occidente. Dopo l’arrivo di Enea e dei suoi compagni  alla foce del Numico, c’è stato l’incontro con i latini guidati da Re Latino e, dopo il rituale “Pasto delle Mense”, insieme hanno sacrificato ai Penati.

Al termine della manifestazione gli spettatori presenti hanno effettuato una visita guidata ai recenti scavi poco lontani dalla foce del Numico dove sono stati scoperti i resti del tempio "Sol Indiges".

Musiche, danze, letture, offerte, la distribuzione del famoso pasto ed i saluti conclusivi hanno coinvolto il pubblico che si era radunato tutt’intorno, nel quale spiccava la presenza della Prof.ssa Maria Fenelli, per anni direttrice degli scavi di Pratica di Mare (Lavinium), del Prof. Alessandro Jaia, che sta riportando alla luce il Santuario al Dio Sole e la Dott.ssa Maria Luisa Bruto, responsabile del Museo Archeologico “Lavinium”, il Presidente della Pro Loco di Pomezia, Mario Bianchi. Nutrita la rappresentanza di altre associazioni con i rispettivi spazi espositivi.

Ciò che ha reso “storica” quest’edizione della manifestazione è stato l’annuncio dato sia del Sindaco di Pomezia, Enrico De Fusco, che dell’Assessore alla Cultura, Alba Rosa, di istituire il 21 giugno come festa cittadina. In questo modo si vuole ricordare pubblicamente, rendendo partecipe la cittadinanza e tutti coloro che in futuro rivolgeranno la loro attenzione verso il nostro territorio, sull’origine comune, infondendo il necessario senso di identità e appartenenza.

La cerimonia ha avuto quello sviluppo interiore che le è proprio: figuranti in costume, musiche antiche, brani dell’Eneide, l’accensione del fuoco sacro da parte delle Vestali ed il rituale Pasto delle Mense, che viene gelosamente custodito dai partecipanti. Con l’occasione si è ricordato il prossimo viaggio in Turchia per partecipare al Festival Internazionale della Cultura di Troia, dove una delegazione cittadina e l’Associazione Culturale Tyrrhenum incontreranno le autorità della città gemella, Canakkale, e metteranno in scena l’opera teatrale “La Nostra Terra” che racconta alcuni episodi della storia locale.

Il 26 ottobre 2008, a conclusione dei festeggiamento per il 70° anniversario di Pomezia, la Pro Loco Pomezia ed il Gruppo storico Tyrrhenum hanno voluto ricordare in piazza Indipendenza le origini del nostro territorio facendo rivivere brevemente lo storico sbarco dell'eroe troiano. 

 

 

 

 

 

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Premio "Tyrrhenum" 2008

 

Con la motivazione: “divulgatore del gioco degli scacchi a Pomezia e tra i giovani”, è stata conferita alla memoria del Prof. Andrea Basta la XV edizione, anno 2008, del “Premio Tyrrhenum”, dedicato a quelle persone che si sono prodigate in azioni a favore del nostro territorio e dei suoi abitanti. Lucano di Venosa, nato nel 1920, latinista “oraziano” e viscerale concittadino del grande poeta latino. Andrea Basta per tutta la vita, con temperamento esemplare, diede tutto se stesso ai bambini, alla scuola e agli scacchi. È stato, negli anni ’60, il primo maestro elementare in Italia ad essere autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a dedicarsi a tempo pieno all’insegnamento del “nobil giuoco” ed a valorizzarne compiutamente gli altissimi contenuti educativi, culturali e associativi, universalmente riconosciuti in tutti i paesi del mondo. Divenuto una vera e propria istituzione scacchistica, fu fondatore dell’ARS (Associazione Romana Scacchi), e dell’ALS (Associazione Laziale Scacchi), che organizzarono insieme le indimenticabili “Giornate Scacchistiche Romane” dei miti Smyslev, Bronstein e Botvinnik, e portarono gli scacchi ovunque nel Lazio e, per la prima volta, anche sul litorale pontino. Gli ultimi 10 anni di vita di Andrea furono dedicati a Pomezia, alla cultura, agli scacchi e, soprattutto, al suo prossimo. Donò se stesso ed il suo fuoco sacro a tutti i soci della Tyrrhenum, organizzando meravigliosi corsi gratuiti di scacchi. Vinse le ingiurie degli anni ruggendo ogni volta più forte, lasciando esempi e messaggi di vita sempre più alti. Fu moralmente socio fondatore dell’ass. scacchistica “Quattro Torri”. Fu accanto ai figli ed ai parenti della signora polacca che gli era stata vicino e si era poi ammalata lontano dal suo Paese. Le sue cose più care volle donarle personalmente alla cultura e agli scacchi tramite le ass. Quattro Torri e Tyrrhenum, di cui era socio e animatore, e che si sono gemellate nel suo nome. Con questo Premio ricorderemo sempre questo grande, gentile, forte  poeta e divulgatore di un gioco, di un’arte, che è strategia di vita. L’albo d’oro della manifestazione ha visto negli anni i seguenti riconoscimenti:

Con la motivazione: “divulgatore del gioco degli scacchi a Pomezia e tra i giovani”, è stata conferita alla memoria del Prof. Andrea Basta la XV edizione, anno 2008, del “Premio Tyrrhenum”, dedicato a quelle persone che si sono prodigate in azioni a favore del nostro territorio e dei suoi abitanti. Lucano di Venosa, nato nel 1920, latinista “oraziano” e viscerale concittadino del grande poeta latino. Andrea Basta per tutta la vita, con temperamento esemplare, diede tutto se stesso ai bambini, alla scuola e agli scacchi. È stato, negli anni ’60, il primo maestro elementare in Italia ad essere autorizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione a dedicarsi a tempo pieno all’insegnamento del “nobil giuoco” ed a valorizzarne compiutamente gli altissimi contenuti educativi, culturali e associativi, universalmente riconosciuti in tutti i paesi del mondo. Divenuto una vera e propria istituzione scacchistica, fu fondatore dell’ARS (Associazione Romana Scacchi), e dell’ALS (Associazione Laziale Scacchi), che organizzarono insieme le indimenticabili “Giornate Scacchistiche Romane” dei miti Smyslev, Bronstein e Botvinnik, e portarono gli scacchi ovunque nel Lazio e, per la prima volta, anche sul litorale pontino. Gli ultimi 10 anni di vita di Andrea furono dedicati a Pomezia, alla cultura, agli scacchi e, soprattutto, al suo prossimo. Donò se stesso ed il suo fuoco sacro a tutti i soci della Tyrrhenum, organizzando meravigliosi corsi gratuiti di scacchi. Vinse le ingiurie degli anni ruggendo ogni volta più forte, lasciando esempi e messaggi di vita sempre più alti. Fu moralmente socio fondatore dell’ass. scacchistica “Quattro Torri”. Fu accanto ai figli ed ai parenti della signora polacca che gli era stata vicino e si era poi ammalata lontano dal suo Paese. Le sue cose più care volle donarle personalmente alla cultura e agli scacchi tramite le ass. Quattro Torri e Tyrrhenum, di cui era socio e animatore, e che si sono gemellate nel suo nome. Con questo Premio ricorderemo sempre questo grande, gentile, forte  poeta e divulgatore di un gioco, di un’arte, che è strategia di vita. L’albo d’oro della manifestazione ha visto negli anni i seguenti riconoscimenti:

1994: Prof. Ferdinando Castagnoli, professore universitario, archeologo, scopritore di Lavinium.

1995: Mons. Giovanni Trovalusci, parroco di Pratica, benedì la prima pietra di Pomezia, scrisse “Lavinium”.

1996: Prof.ssa Maria Fenelli, direttrice degli scavi di Pratica di Mare, divulgatrice della nostra storia.

1997: Ing. Paolo Becattini, dirigente industriale, animatore della vita sociale e culturale.

1998: Sig. Bruno Daccomi, operaio, artista, in prima fila nelle lotte sociali.

1999: Dott. Agostino De Giorgio, primo medico condotto di Pomezia, punto di riferimento per i cittadini.

2000: Sig.ra Nedda Antonetti, promotrice ed animatrice del volontariato sanitario a Pomezia.

2001: Padre Davide Agostani, infaticabile parroco di Pomezia, musicista, professore, costruttore di Chiese.

2002: Presidente Pro Loco Mario Bianchi, una vita spesa per la valorizzazione del nostro territorio.

2003: Prof. Alessandro Scenico, artista e grande animatore delle attività artistiche con i giovani.

2004: Sig.ra Lucia Angarano, esempio di emancipazione femminile legata alla tradizione.

2005: Sig. Alfredo De Carolis, Insegnante yoga, maestro di vita, volontario del bene.

2006: Sig. Pietro Guido Bisesti, custode delle tradizioni di Pomezia.

2007: Dott.ssa Antonella De Biase, promotrice ed animatrice di attività in favore dei ragazzi diversamente abili.

 

 

 

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Premio di Poesia “Fauno” 2008

Si è svolta sabato 16 Febbraio ’08, presso la Biblioteca Comunale di Pomezia, la X edizione del Premio di Poesia “Fauno” promosso dall’Associazione Culturale Tyrrhenum. Decine di persone hanno affollato la sala delle conferenze per questo importante concorso, ormai tradizionale nel tessuto culturale cittadino, allietato quest’anno dall’arpa della valente musicista Stefania Pipino. Come nelle altre edizioni, possiamo registrare la nutrita partecipazione di poeti provenienti, oltre che dalla provincia di Roma, anche da quelle di Latina e Frosinone. Quest’anno la giuria è stata composta dal dirigente dell’ass. Tyrrhenum Natale Luperi, dall’insegnante Maria Antonietta Garofalo, dalla dirigente della Biblioteca Comunale di Pomezia Giovannella Riccobono, dal sindacalista Egidio Filippone, dal Dirigente Scolastico dell’ITIS Copernico prof. Fusaro e presieduta del Presidente della Commissione Cultura del Comune di Pomezia Franco Boager. Dopo la presentazione della manifestazione, della giuria, dei poeti, delle poesie e dei trofei (piccoli tronchi di quercia da cui emerge il volto dell’oracolo Fauno, famoso dio dell’antichità che aveva dimora in un antro del nostro territorio, a cui appositamente il premio è dedicato) si è passati alla proclamazione dei vincitori. Al terzo posto si è classificata la poesia “Fermata” di Elisabetta Corveddu proveniente da Ferentino; al secondo “Ryoanji” di Maria Celina Ibba, che sembra abbonata a questa posizione; ha prevalso su tutti la giovane Laura La Verde con “Quando tutto finisce“ che ha messo tutti d’accordo con un poesia che è stata letta dal papà visibilmente commosso. Hanno, inoltre, arricchito il concorso con la loro partecipazione, i poeti: Maria Assunta Coscia, Sergio Montefiore, Vito Pica, Roberto Giannini, Donato Gallina, Nicola Pezone, Maria Pia Giuliani, Tiziana Mignosa, un ringraziamento speciale per Gottardo Avico che ha letto buona parte delle poesie in concorso. Il presidente della Tyrrhenum che ha presentato il premio ha letto un passo dell’Eneide di Virgilio in cui si mette in risalto l’importanza della figura del dio Fauno. Le foto di rito e l’immancabile rinfresco hanno concluso una serata che ha lasciato in tutti gli intervenuti una profondo piacere e soddisfazione che contiamo continuerà a portare buoni frutti contribuendo a migliorare la qualità della vita in città.

 

 

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Carnevale 2008

Forse saranno i mezzi d’informazione che salveranno le energie, la passione ed il significato che i volontari dell’ass. Tyrrhenum hanno profuso nell’ultimo carro carnevalesco prodotto. In pochissimi giorni sono riusciti ad allestire un carro, chiamato “Siamo tutti monnezzari”. L’intento dell’associazione è il solito, dallo spunto di una grande kermesse di festa e divertimento, portare comunque un messaggio sociale che nasce dal basso. Attraverso la creazione di un enorme cumulo di rifiuti (da cui uscivano anche parti umane), un inceneritore, tanti cesti per la raccolta differenziata, scritte ad effetto, girandole di euro sopra l’immondizia e caroselli di spazzatura, si è voluto dire che il problema dei rifiuti non è un tema che riguarda semplicemente i governanti ma ci coinvolge direttamente tutti in un nuovo modo di porci di fronte al mondo ed alla natura. Gli aderenti alla Tyrrhenum, vestiti da netturbini che scopavano le strade ed invitavano la popolazione a fare altrettanto, volevano appunto testimoniare che ognuno deve fare la sua parte e che il problema va risolto già nelle case producendo meno rifiuti possibile, riutilizzando tante cose che con un pizzico di fantasia possono continuare a vivere, attuando la raccolta differenziata ed insegnando alle nuove generazioni che non esistono bacchette magiche per risolvere i problemi ma è necessario impegnarsi e tirarsi su le maniche e non fare come i politici che provano a scaricare le responsabilità sempre su qualcun altro.

 

 

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Tombolata alla U.O.N.P.I.

Un gran bel pomeriggio di festa alla U.O.N.P.I. giovedì 24 gennaio 2008.

La struttura della ASL di Pomezia, retta dal Dott.Miletto e dalla D.ssa Fucci, sita in Piazza Aldo Moro, che aiuta i ragazzi meno fortunati, ha ospitato i volontari dell’Associazione Culturale Tyrrhenum (con tanto di parrucche e nasi finti) che, proseguendo una tombolata iniziata con la festa della Befana, hanno distribuito centinaia di doni ai tantissimi ragazzi presenti e ai vincitori del gioco.

I doni provenivano dai negozi che avevano sostenuto la festa del 6 gennaio in Piazza San Benedetto da Norcia e dalle donazioni dei soci Tyrrhenum.

Notevole apporto al successo dell’iniziativa è venuto da Rosanna Impiccini, responsabile del periodico Dimensione D. Alla festa erano presenti la Pro Loco di Pomezia, l’Associazione Futuro, l’Associazione “A tutto tondo”.

L’intero ricavato è stato donato alla U.O.N.P.I. e servirà a rendere più accogliente e piacevole la struttura grazie alle immagini che verranno realizzate dai giovani artisti dell’Istituto Statale d’Arte.

Un rinfresco ha chiuso la festa che ha permesso ancora una volta l’interazione tra tanti cittadini di Pomezia e i simpaticissimi ragazzi che frequentano U.O.N.P.I. e C.I.M.

Naturalmente i saluti sono stati univocamente rivolti a prossime iniziative che prevedono la costante opera delle associazioni di volontariato a fianco e in supporto dell’encomiabile operato delle strutture socio-sanitarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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